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Bolzano - Giro di vite: chi rifiuta l’alloggio verrà cancellato dalle graduatorie-Decisione della giunta provinciale per evitare abusi. A febbraio la modifica della legge. I nuovi criteri per l’assegnazione dei 60 alloggi per il ceto medio

Verranno consegnati entro il 2011
ANTONELLA MATTIOLI
«Il richiedente che rifiuti lÂ’alloggio Ipes dovrebbe essere cancellato definitivamente dalle graduatorie». Albert Pürgstaller lÂ’aveva auspicato solo pochi giorni fa nellÂ’ultimo incontro con la stampa, in cui ha tracciato il bilancio di quanto fatto dallÂ’Istituto negli ultimi cinque anni. Ieri, la giunta provinciale ha deciso di modificare in questo senso lÂ’articolo 101 della legge provinciale che, dopo tre anni, riammette in graduatoria chi ha rifiutato. Si tratta di un provvedimento al quale si stava pensando da tempo. Poi c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso ad accelerare i tempi. NellÂ’assegnazione degli ultimi alloggi Ipes a Casanova in sedici hanno rifiutato.
«I motivi? - aveva detto Pürgstaller - I più assurdi. LÂ’appartamento non era orientato a sud. Non cÂ’erano i doppi servizi. LÂ’alloggio, pur rispettando il rapporto metri quadrati nucleo familiare fissato dalla Provincia, non era considerato sufficientemente grande».
L’ESCLUSIONE. Il commento di Durnwalder: «Gli alloggi Ipes vengono costruiti con i soldi dei cittadini: una situazione di questo tipo non è più accettabile. Chi rifiuta l’assegnazione viene cancellato definitivamente dalle graduatorie, perché se uno non accetta un alloggio sociale evidentemente non ne ha bisogno. Io ho abitato per anni in via Marconi in un appartamento al quarto piano senza ascensore: né io né i miei figli ci siamo mai lamentati».
IL SUSSIDIO. Il giro di vite diventerà operativo entro il prossimo anno. «La modifica alla legge - spiega l’assessore competente Christian Tommasini - deve essere approvata dal consiglio provinciale. Ho intenzione di portarla a febbraio assieme alle nuove disposizioni sul sussidio casa». Anche sul contributo all’affitto sono in programma restrizioni. Verranno introdotte delle misure che puntano a bloccare l’aumento esponenziale della spesa. I provvedimenti, che riguardano solo i nuovi contratti, riducono il tetto massimo del sussidio dagli attuali 6 mila euro l’anno a 4 mila e 800. Ci sarà una franchigia fino 50 euro all’anno. Verrà fissato con un bando l’importo complessivo massimo messo a disposizione dalla Provincia
CETO MEDIO. La giunta, nella riunione di ieri, ha fissato i criteri per l’assegnazione a Casanova dei 60 alloggi destinati al ceto medio. Gli appartamenti potranno essere assegnati per un periodo che non superi i 10 anni, ma senza possibilità di riscatto, a persone singole, oppure a famiglie composte al massimo da 4 persone. I richiedenti, al momento della presentazione della domanda, non potranno aver superato i 40 anni di età, e il reddito familiare dovrà essere inferiore ai 50mila euro. È previsto il pagamento di un affitto pari al canone provinciale: 6,16 euro a metro quadrato.
«Si tratta del primo passo del programma che prevede la realizzazione a livello provinciale di un migliaio di alloggi da destinare al ceto medio», ha commentato il presidente Luis Durnwalder.
E l’assessore Tommasini: «I sessanta alloggi originariamente previsti per il programma normale dell’Istituto sono stati trasferiti al ceto medio a seguito di una serie di valutazioni. Riteniamo innanzitutto di essere in grado di soddisfare le domande Ipes fino a 25 punti. Il fatto che 16 assegnatari recentemente abbiano rifiutato l’alloggio a Casanova è la dimostrazione che una cosa sono le domande, un’altra il reale bisogno. Inoltre pensiamo sia opportuno evitare la creazione di ghetti: mettere assieme inquilini Ipes con inquilini del ceto medio è una scelta che va in questa direzione».



Quelle: Alto Adige vom 31.12.2010