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Bolzano - Alloggi, norme più restrittive - Casa rifiutata, addio graduatoria

Oltre alla nomina del nuovo presidente, l’esecutivo altoatesino ieri si è anche occupato della modifica del regolamento. Il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder ha annunciato un giro di vite per quanto riguarda le famiglie che si rifiutano di occupare gli alloggi assegnati. «Chi riceve un alloggio adeguato e non lo accetta con motivazioni pretestuose — ha spiegato Durnwalder— sarà escluso definitivamente, e non più solo per un periodo di tre anni, dalle graduatorie dell'Ipes. In giunta abbiamo modificato la legge rendendola più rigida per evitare gli abusi. Chi non accetta un alloggio sociale evidentemente non ne ha bisogno, e non merita più di rientrare in graduatoria» . L'ultima delibera approvata dalla giunta provinciale nel campo dell'edilizia abitativa, riguarda infine la realizzazione di 60 alloggi per il ceto medio nel quartiere Casanova a Bolzano. Gli appartamenti potranno essere assegnati per un periodo massimo di 10 anni, ma senza possibilità di riscatto, a persone singole, oppure a famiglie composte al minimo da quattro persone. I richiedenti, al momento della presentazione della domanda, non potranno aver superato i 40 anni di età, e il reddito familiare dovrà essere inferiore ai 50.000 euro. «Si tratta del primo passo del programma provinciale che prevede la realizzazione di un migliaio di alloggi da destinare al ceto medio» , ha commentato il presidente Durnwalder. Sul rilancio dell’edilizia sociale a Bolzano interviene anche il vicepresidente del consiglio altoatesino, Mauro Minniti: «Sì a nuove aree, determinando, però, un eventuale tetto massimo di alloggi da assegnare agli stranieri ed agevolando il ceto medio ad accedere agli alloggi dell'Istituto— è la ricetta di Minniti— i cittadini aspettano risposte sulle nuove aree da destinare all’edificazione. Le aree previste dalla variante stralcio elaborata dall’amministrazione comunale rischiano di non essere sufficenti per fare fronte alle pressanti richieste. Ad attendere risposte concrete in materia non sono solo i lavoratori stranieri, per i quali dovrà essere stabilito un tetto di assegnazione, ma anche e soprattutto i cittadini del ceto medio ai quali è stato promesso che nei prossimi mesi avrebbero potuto accedere ad abitazioni che sarebbero state realizzate dall’Ipes. Sono del parere che altre aree edificabili debbano trovarsi per scongiurare quel rischio di blocco che rischierebbe di far tornare la situazione indietro di vent’anni» .


Quelle: Corriere dell'Alto Adige vom 31.12.2010